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Catena del freddo: come garantiamo la freschezza

La catena del freddo è uno dei passaggi più delicati nella gestione dell’ortofrutta fresca destinata alla GDO. Per un buyer, non significa soltanto “trasporto refrigerato”: significa poter contare su un sistema che limita gli sbalzi termici, riduce il deterioramento e tutela la shelf-life lungo tutte le fasi che separano la raccolta dallo scaffale.

Agro Distribuzioni coordina la gestione del prodotto dalla lavorazione in magazzino alla consegna, organizzando tempi, conservazione e trasporto in funzione delle caratteristiche della referenza e della destinazione. L’obiettivo operativo è semplice: preservare il più possibile le condizioni qualitative con cui il prodotto è stato selezionato e preparato per il cliente.

Che cosa succede alla frutta tra la raccolta e lo scaffale?

Segui il percorso del freddo
  • Tempo di lettura5 min
  • Magazzino refrigerato1.000 m²
  • Fasi da tenere sotto controllo5
  • Origine del prodottoSicilia

Capitolo 01

Che cos’è la catena del freddo e perché non va interrotta

Per catena del freddo si intende l’insieme coordinato di operazioni di raffreddamento, conservazione, movimentazione e trasporto che mantengono i prodotti deperibili entro condizioni termiche adatte alla loro natura. Nell’ortofrutta non esiste una temperatura valida per tutte le referenze: ogni prodotto ha una diversa sensibilità al freddo, all’umidità e agli sbalzi termici.

La FAO indica la gestione della temperatura come uno degli strumenti più efficaci per rallentare il deterioramento post-raccolta. Una temperatura troppo elevata accelera respirazione, perdita d’acqua e decadimento qualitativo; una temperatura troppo bassa può invece provocare danni da freddo nelle specie sensibili. Per questo la refrigerazione professionale non consiste nel “raffreddare il più possibile”, ma nel mantenere il prodotto nelle condizioni più appropriate per quella specifica merce.

La temperatura giusta cambia da referenza a referenza

  1. Troppo freddodanni da freddo nelle specie sensibili
  2. L’intervallo adattole condizioni appropriate per quella specifica merce
  3. Troppo caldorespirazione, perdita d’acqua, decadimento qualitativo

Per il buyer questo si traduce in un tema concreto: continuità qualitativa. Un prodotto che arriva correttamente gestito ha maggiori probabilità di conservare turgore, consistenza, colore e presentazione durante la permanenza in piattaforma e a scaffale. La catena del freddo, quindi, incide direttamente sulla rotazione, sugli scarti e sulla durata commerciale della referenza.

Capitolo 02

Il nostro magazzino: 1.000 m² refrigerati

1.000 m²refrigerati, per i prodotti che richiedono conservazione a temperatura controllata

Il passaggio in magazzino è uno dei punti in cui la gestione termica deve integrarsi con selezione, pesatura, confezionamento e preparazione degli ordini. Agro Distribuzioni dispone di 1.000 m² refrigerati destinati alla gestione dei prodotti che richiedono conservazione a temperatura controllata.

Lo spazio refrigerato non ha soltanto una funzione di stoccaggio. Serve a mantenere il prodotto nelle condizioni previste mentre vengono completate le operazioni necessarie alla fornitura: controllo visivo, selezione, predisposizione dei colli, composizione dei pallet e organizzazione delle partenze. La permanenza viene gestita in funzione della deperibilità e del programma di consegna, evitando soste non necessarie.

  1. 01Controllo visivo
  2. 02Selezione
  3. 03Predisposizione dei colli
  4. 04Composizione dei pallet
  5. 05Organizzazione delle partenze

Questo aspetto è particolarmente rilevante quando nello stesso periodo vengono gestite referenze con esigenze diverse. Fragole, uva, agrumi, ortaggi da serra o prodotti più resistenti non reagiscono allo stesso modo alla refrigerazione. La corretta gestione del magazzino richiede quindi attenzione alla compatibilità tra prodotti e alle loro specifiche condizioni di conservazione.

Capitolo 03

Il trasporto: tempi e percorsi pensati per la shelf-life

La logistica ortofrutta non inizia quando il camion lascia il magazzino. Parte dalla programmazione: disponibilità in campagna, orario di lavorazione, preparazione dell’ordine, finestra di carico, destinazione e tempo previsto di percorrenza devono essere coordinati.

Quello che si coordina prima della partenza

  1. 01Disponibilità in campagna
  2. 02Orario di lavorazione
  3. 03Preparazione dell’ordine
  4. 04Finestra di carico
  5. 05Destinazione
  6. 06Tempo di percorrenza

Il trasporto refrigerato consente di limitare le variazioni termiche durante il viaggio, ma la temperatura è soltanto uno degli elementi da controllare. Contano anche la durata del tragitto, la disposizione della merce, la corretta circolazione dell’aria e la rapidità delle operazioni di carico e scarico. Un mezzo refrigerato, infatti, è progettato soprattutto per mantenere la temperatura del prodotto: non può compensare efficacemente una merce caricata in condizioni termiche non appropriate.

Per questo tempi e percorsi vengono organizzati tenendo conto della shelf-life e della destinazione commerciale. Per la GDO significa ricevere la merce con una vita residua compatibile con le successive fasi di piattaforma, distribuzione ai punti vendita ed esposizione.

Capitolo 04

Cosa succede se la catena del freddo si interrompe

Le interruzioni meno evidenti

  • Soste
  • Aperture prolungate
  • Attese in banchina
  • Trasferimenti tra ambienti a temperature molto diverse

Un’interruzione della catena del freddo non coincide necessariamente con un singolo evento evidente. Può essere anche la somma di soste, aperture prolungate, attese in banchina o trasferimenti tra ambienti a temperature molto diverse. Ogni esposizione non controllata può aumentare la velocità dei processi di deterioramento.

Gli effetti cambiano secondo il prodotto: perdita di turgore, disidratazione, accelerazione della maturazione, riduzione della consistenza, maggiore suscettibilità ai marciumi o comparsa di danni fisiologici. In alcune referenze, inoltre, ripetuti sbalzi termici possono favorire la formazione di condensa sulle superfici e sugli imballaggi, creando condizioni meno favorevoli alla conservazione.

  1. 01Perdita di turgore
  2. 02Disidratazione
  3. 03Accelerazione della maturazione
  4. 04Riduzione della consistenza
  5. 05Suscettibilità ai marciumi
  6. 06Danni fisiologici

Per il buyer il problema emerge spesso più avanti, quando il prodotto è già entrato nella rete distributiva. Una minore shelf-life residua può tradursi in maggiore pressione sulla rotazione, scarti più elevati e una qualità meno uniforme tra arrivo in piattaforma e vendita al consumatore. Ecco perché la gestione della temperatura va considerata come parte del servizio di fornitura, non come un elemento accessorio.

Capitolo 05

Come monitoriamo ogni fase del processo

Ogni passaggio deve essere coerente con quello precedente.

La continuità della catena del freddo dipende soprattutto dal coordinamento delle persone e dei processi. Il prodotto deve essere gestito correttamente durante la ricezione, la permanenza in magazzino, la preparazione dell’ordine, il carico e il trasporto. Ogni passaggio deve essere coerente con quello precedente.

Le cinque fasi da tenere sotto controllo

  1. 01Ricezione
  2. 02Permanenza in magazzino
  3. 03Preparazione dell’ordine
  4. 04Carico
  5. 05Trasporto

In Agro Distribuzioni la gestione della fornitura parte dalla programmazione con la produzione e prosegue con selezione, controllo qualità, pesatura, conservazione e preparazione della merce. La logistica viene poi organizzata in funzione delle destinazioni nazionali e delle esigenze del cliente. Questo approccio consente di trattare refrigerazione e trasporto come parti di un unico processo, anziché come attività separate.

Per i servizi GDO il punto non è promettere una “freschezza garantita” in senso generico, ma costruire condizioni operative che riducano gli elementi di variabilità evitabili. In un comparto in cui maturazione, clima, raccolta e disponibilità cambiano continuamente, la disciplina nella gestione post-raccolta diventa uno dei fattori che permettono di rendere più prevedibile la fornitura.

Capitolo 06

Catena del freddo e GDO: il valore è nella continuità

Per la grande distribuzione, la catena del freddo è efficace quando non si vede: il prodotto arriva in piattaforma nelle condizioni attese, può essere gestito secondo i tempi previsti e conserva una shelf-life coerente con il programma di vendita. Il risultato dipende dalla somma di molte operazioni eseguite correttamente, dalla raccolta fino alla consegna.

Agro Distribuzioni lavora su questo coordinamento mettendo in relazione produzione siciliana, lavorazione, conservazione e distribuzione. Per confrontarsi su disponibilità, gestione logistica, caratteristiche della fornitura e programmazione delle consegne, è possibile contattare direttamente l’ufficio commerciale.

Per la grande distribuzione

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